I Plugin e il loro utilizzo

Cosa sono i plug-in e a cosa servono ?

Premessa
I plugin negli ultimi anni hanno avuto un espansione incredibile, qualche decennio fa nessuno avrebbe pensato di poter arrivare ad utilizzare determinati strumenti, almeno non prima di aver speso migliaia di lire.
Oggi in rete si trovano innumerevoli plug-in, sia in versione demo (da provare prima di effettuare l’acquisto), sia in versione 100% free, sta a voi la scelta…
Un consiglio che vi diamo sin dall’inizio è di non perdere tempo e denaro acquistando innumerevoli plug-in, senza avere alcuna conoscenza nell’utilizzo degli stessi. Prima di parlare di un eventuale “home studio setup”  preoccupatevi di capire conoscere e studiare i funzionamenti.

Cos’è un Plugin ?

Un plugin è in generale – sia nel campo dell’audio che della grafica o del video, un software “accessorio”, che non può essere utilizzato da solo, ma che deve essere richiamato da un altro programma che funge da “ospite”.
Il programma principale viene detto “host” (che in Inglese significa appunto “ospite”), mentre il plugin svolge una funzione addizionale, che il software host non è in grado di svolgere da solo, o che il plugin svolge in modo migliore.
Possiamo installare un software-compressore, e far si che il sequencer lo utilizzi su una o più tracce. Oppure possiamo installare un software-synth, e farlo suonare da una delle tracce MIDI del sequencer che funge da host.
Spesso i software realizzati come plugin sono in realtà in grado di funzionare anche al di fuori di un software host, molti di questi sono inseriti nella programmazione del “Corso di Musica elettronica, Deejay Producer Bergamo level two” come ad esempio MACHINE della Native Instrument, che è un vero e proprio groove sequencer che si integra perfettamente con diversi software come ad esempio Ableton Live.
In questo caso si dice che il software può funzionare anche come “stand alone”.

Il termine “plug-in” viene dal verbo inglese “to plug” che significa letteralmente “inserire la spina”, o “collegare”, mentre il termine “plug” da solo si riferisce ad una spina o spinotto.
Il termine affonda la sua origine nel mondo dei sintetizzatori analogici, quando per collegare più macchine, musicali e non, era necessario realizzare collegamenti fisici.
Un esempio caratteristico tanto caro agli amanti della “Musica Elettronica” è quello dei moduli del Moog, che venivano connessi tra loro utilizzando cavetti jack, i “plug”, appunto.
Ogni software host controlla i suoi plugin tramite tecnologie specifiche, ossia tramite driver preposti alla gestione dei software plugin. Poichè ogni casa produttrice di software ha sviluppato il proprio sistema di gestione dei plugin indipendentemente, è ovvio che esistano svariati sistemi diversi e incompatibili, anche se un software host può gestire correttamente un certo numero di sistemi. I sistemi più utilizzati sono DirectX e VST per i sistemi Windows, AU, RTAS, TDM e MAS per i sistemi Mac.
L’installazione di un plugin richiede in genere di copiare i file che lo compongono (nel caso più semplice si tratta di una dll) in una specifica cartella del programma host. Nei prodotti Steinberg, come ad esempio “Cubase”, c’è una apposita cartella di nome VST.
I plugin, come abbiamo visto, non sono solo necessariamente degli effetti: possono anche essere strumenti virtuali, come sintetizzatori o campionatori, che aggiungono le proprie funzionalità alle capacità del software host. I virtual instrument vengono controllati dalle tracce MIDI del software o da strumenti MIDI esterni.
I sistemi per la gestione dei “virtual instrument” sono gli stessi degli effetti virtuali (VST, DirectX, AU, TDM etc) ma vengono contrassegnati da una “i” finale: ad esempio i virtual instrument che si basano su tecnologia VST sono detti VSTi, quelli basati su tecnologia DirectX (che è spesso abbreviato in DX) vengono detti DXi, etc.
E’ naturale che è necessaria una certa dose di buon senso nell’uso dei plugin. sebbene il numero massimo di plugin utilizzabili contemporaneamente nello stesso programma non sia fissato dagli autori dei software, è ovvio che aggiungere plugin all’infinito non è possibile. Il limite viene raggiunto in genere quando il carico sulla CPU e sulla RAM diventa eccessivo. E’ perciò buona norma fare un utilizzo intelligente dei plugin, evitando un inutile accavallamento di strumenti ed effetti.
Quando si stiano utilizzando molti strumenti virtuali, e non sia possibile fare a meno di qualcuno di essi, una buona idea consiste nel convertire tutti i virtual instrument da tracce MIDI a tracce audio. In questo modo viene ridotta la quantità di calcoli che deve effettuare il processore, e il software può prendere un po’ di respiro (risparmio delle risorse).
Nel “Corso per Dj Producer” o nei vari “Corsi di Musica Elettronica (electronic music production)” che sosteniamo, puntiamo a consigliare agli studenti (in una certa fase del corso) la scelta del proprio “setup”, in base al genere di musica, di utilizzo, o in base al gusto personale.

Fonte : Introduzione alla musica elettronica Docente: Ing. D’Angelo Salvatore

Ecco alcuni Plugin da conoscere e provare:

Massive
Un Plug-in molto versatile ed utilizzato sopratutto per creare suoni di basso o lead.
La casa madre a pochi rivali, in questo strumento virtuale Native – Instruments ha inserito numerosi wavetable e oscillatori una situazione davvero gradevole per creare o emulare qualsiasi tipo di timbro.
Questo plug-in è in grado di generare suoni di alta qualità, vi consigliamo di utilizzare il manuale di istruzioni per avere padronanza nell’utilizzo anche se l’interfaccia è molto intuitiva le innumerevoli possibilità di utilizzo richiedono pratica.

Sylenth 1
Anche questo pulg-in come massive riesci ad avere un ottima qualità sonora con molta profondità e chiarezza, provare per credere, interfaccia molto intuitiva e semplice da utilizzare.

Izotope O Zone
iZotope O-zone è il sistema di mastering più utilizzato negli home studio, include strumenti da inserire nella catena di lavoro : Maximizer, Equalizer, Multiband dynamics, Multiband stero imaging, post equalizer, multiband harmonic exciter, reverb, e dithering ( per capire bene cos’è il dithering nel sito c’è un articolo dedicato).

Kontakt
Altro prodotto di alto livello, native instrument non smentisce la qualità con questo vst instrument di alto livello. Kontakt è fornito di 37 filtri, 4 studio effects e molto altro.
Niente da aggiungere ottimo prodotto.

FabFilter
Vi consigliamo il “Bundle” della FabFilter dove troverete molti strumenti per il trattamento del suono davvero di alto livello.
Un esempio ?
Pro-Q che è un equalizzatore semplicissimo da utilizzare, con una qualità sonora di altissimo livello.

Sausage Fattener
Ottimo saturatore che offre una distorsione quasi analogica rendendo il vostro suono più ricco, non fatevi ingannare dal buffo aspetto, due manopole permettono di dare delle sfaccettature diverse al vostro suono.